VECCHIE STORIE DA ANIMATORE: QUELLA VOLTA CHE LA FESTA NON ERA SOLO UNA FESTA

di Giorgio La Marca

𝑬𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 π’‚π’π’Šπ’Žπ’‚π’•π’π’“π’† π’”π’Šπ’ˆπ’π’Šπ’‡π’Šπ’„π’‚ 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒓𝒆 π’”π’π’“π’“π’Šπ’”π’Š, π’Žπ’–π’”π’Šπ’„π’‚ 𝒆 π’π’†π’ˆπ’ˆπ’†π’“π’†π’›π’›π’‚ 𝒐𝒗𝒖𝒏𝒒𝒖𝒆. 𝑴𝒂 𝒂 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒆, π’…π’Šπ’†π’•π’“π’ 𝒖𝒏𝒂 𝒇𝒆𝒔𝒕𝒂 π’”π’Š 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒐𝒏𝒅𝒆 π’Žπ’π’π’•π’ π’…π’Š π’‘π’Šπ’–Μ€. 𝑰𝒏 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 π’†π’‘π’Šπ’”π’π’…π’Šπ’ π’•π’Š 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒖𝒏 π’“π’Šπ’„π’π’“π’…π’ π’”π’‘π’†π’„π’Šπ’‚π’π’†: 𝒖𝒏𝒂 π’„π’†π’π’†π’ƒπ’“π’‚π’›π’Šπ’π’π’† π’π’“π’ˆπ’‚π’π’Šπ’›π’›π’‚π’•π’‚ 𝒑𝒆𝒓 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒄’𝒆𝒓𝒂 π’‘π’Šπ’–Μ€, π’Žπ’‚ 𝒄𝒉𝒆 π’Šπ’ 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒕𝒂̀ 𝒆𝒓𝒂 𝒐𝒗𝒖𝒏𝒒𝒖𝒆.

𝐔𝐧 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐒 𝐯𝐒𝐭𝐚, 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐒𝐚 𝐞 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐑𝐞 𝐯𝐚 𝐨π₯𝐭𝐫𝐞 𝐒π₯ 𝐦𝐒𝐜𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐨 𝐞 𝐒 𝐩𝐚π₯π₯𝐨𝐧𝐜𝐒𝐧𝐒.


Oggi ti porto dentro una scatola.
No, non una scatola qualsiasi…
Una di quelle piene zeppe di fotografie, biglietti sgualciti, sorrisi dimenticati, e suoni che ancora oggi mi risuonano in testa come se fosse ieri.

PerchΓ©, diciamocelo: l’estate Γ¨ proprio quel momento lΓ¬.
Quel momento in cui rallenti un attimo, fai il punto, e inizi a riordinare le idee.
E quando riordini le idee… beh, finiscono sempre per venirti in mano anche le scatole dei ricordi.

A me Γ¨ capitato proprio in questi giorni.
Sfogliando vecchie foto, mi sono imbattuto nel mio passato da animatore.
E niente… si Γ¨ aperto il cassetto.
Anzi, si Γ¨ spalancato!

Un salto indietro di circa 20-25 anni.

Ogni giorno era una festa.
Ma davvero, eh! A volte anche due, tre al giorno.
Un giorno trampoliere, il giorno dopo mago, e magari la sera sputafuoco.
Ero giovane, instancabile, pieno di entusiasmo.
Ridevo con i bambini, ballavo coi nonni, e ogni volta tornavo a casa con la sensazione di aver regalato qualcosa di vero.

Ma tra tutte le feste a cui ho partecipato… ce n’è una che non scorderΓ² mai.
Non perchΓ© fosse la piΓΉ pazza.
Non perchΓ© ci fosse il buffet migliore (anche se… adesso che ci ripenso… il tiramisΓΉ era una bomba!).
Ma perchΓ© quella festa mi ha insegnato cos'Γ¨ la presenza, anche quando qualcuno non c'Γ¨ piΓΉ.

Era una festa di quarant’anni.
Sulla scheda di prenotazione c’era una nota: β€œFar giocare adulti e bambini”.
Solita routine, penso.
Arrivo. Tutti eleganti, sorridenti, allegri… ma c’era qualcosa nell’aria.
Un’energia diversa. Quasi sospesa.

Monto le casse, prendo il microfono, pronto a dire:
"Facciamo gli auguri al festeggiato!"
Quando una mano mi tocca la spalla.
Mi giro. Una signora mi guarda negli occhi, con un'espressione che non dimenticherΓ² mai.

Mi dice:
"Il festeggiato non c’è."

All’inizio penso: β€œAvrΓ  fatto tardi.”
E invece no.
Il festeggiato era morto l’anno prima.
Mi raccontano che era un ragazzo pieno di vita che sognava la festa dei suoi 40 anni.
La stava preparando con entusiasmo, curando ogni dettaglio.
E sua madre… sua madre ha voluto mantenere la promessa.
Ha organizzato la festa… lo stesso.
Per onorarlo. Per sentirlo ancora lì.

E sapete una cosa?
Lui c’era davvero.
Era negli occhi commossi degli amici, nelle risate delle sue nipotine, nei racconti di chi lo conosceva bene.
Era lì, in ogni canzone, in ogni brindisi, in ogni palloncino colorato.
E in quel momento, ho capito che alcuni ricordi non stanno nelle scatole, ma nelle persone.
E che l’amore, quello vero, trova sempre un modo per farsi sentire.

E allora oggi voglio lasciarti con questo pensiero:
Non avere paura di aprire le tue scatole.
Di ridere dei vecchi tempi, di piangere per quelli che non tornano, di stringere forte chi hai ancora vicino.
PerchΓ© a volte, basta una foto o una canzone per ricordarti che i momenti piΓΉ belli non passano mai davvero.
Restano.
E ti fanno compagnia, anche a distanza di tanti anni.