VECCHIE STORIE DA ANIMATORE: QUELLA VOLTA CHE LA FESTA NON ERA SOLO UNA FESTA
π¬πππππ πππππππππ πππππππππ πππππππ πππππππ, ππππππ π ππππππππππ πππππππ. π΄π π πππππ, π πππππ πππ πππππ ππ πππππππ π πππππ π π πππΜ. π°π ππππππ ππππππ ππ ππ πππππ π πππππ ππ ππππππ π ππππππππ: πππ ππππππππππππ πππππππππππ πππ ππππππππ πππ πππ πβπππ πππΜ, ππ πππ ππ ππππππΜ πππ πππππππ.
ππ§ π«ππππ¨π§ππ¨ ππ’ π―π’ππ, π¦ππ¦π¨π«π’π π ππ¦π¨π«π ππ‘π π―π π¨π₯ππ«π π’π₯ π¦π’ππ«π¨ππ¨π§π¨ π π’ π©ππ₯π₯π¨π§ππ’π§π’.
Oggi ti porto dentro una scatola.
No, non una scatola qualsiasiβ¦
Una di quelle piene zeppe di fotografie, biglietti sgualciti, sorrisi dimenticati, e suoni che ancora oggi mi risuonano in testa come se fosse ieri.
PerchΓ©, diciamocelo: lβestate Γ¨ proprio quel momento lΓ¬.
Quel momento in cui rallenti un attimo, fai il punto, e inizi a riordinare le idee.
E quando riordini le idee⦠beh, finiscono sempre per venirti in mano anche le scatole dei ricordi.
A me Γ¨ capitato proprio in questi giorni.
Sfogliando vecchie foto, mi sono imbattuto nel mio passato da animatore.
E niente⦠si è aperto il cassetto.
Anzi, si Γ¨ spalancato!
Un salto indietro di circa 20-25 anni.
Ogni giorno era una festa.
Ma davvero, eh! A volte anche due, tre al giorno.
Un giorno trampoliere, il giorno dopo mago, e magari la sera sputafuoco.
Ero giovane, instancabile, pieno di entusiasmo.
Ridevo con i bambini, ballavo coi nonni, e ogni volta tornavo a casa con la sensazione di aver regalato qualcosa di vero.
Ma tra tutte le feste a cui ho partecipatoβ¦ ce nβΓ¨ una che non scorderΓ² mai.
Non perchΓ© fosse la piΓΉ pazza.
Non perché ci fosse il buffet migliore (anche se⦠adesso che ci ripenso⦠il tiramisù era una bomba!).
Ma perchΓ© quella festa mi ha insegnato cos'Γ¨ la presenza, anche quando qualcuno non c'Γ¨ piΓΉ.
Era una festa di quarantβanni.
Sulla scheda di prenotazione cβera una nota: βFar giocare adulti e bambiniβ.
Solita routine, penso.
Arrivo. Tutti eleganti, sorridenti, allegriβ¦ ma cβera qualcosa nellβaria.
Unβenergia diversa. Quasi sospesa.
Monto le casse, prendo il microfono, pronto a dire:
"Facciamo gli auguri al festeggiato!"
Quando una mano mi tocca la spalla.
Mi giro. Una signora mi guarda negli occhi, con un'espressione che non dimenticherΓ² mai.
Mi dice:
"Il festeggiato non cβΓ¨."
Allβinizio penso: βAvrΓ fatto tardi.β
E invece no.
Il festeggiato era morto lβanno prima.
Mi raccontano che era un ragazzo pieno di vita che sognava la festa dei suoi 40 anni.
La stava preparando con entusiasmo, curando ogni dettaglio.
E sua madre⦠sua madre ha voluto mantenere la promessa.
Ha organizzato la festa⦠lo stesso.
Per onorarlo. Per sentirlo ancora lì.
E sapete una cosa?
Lui cβera davvero.
Era negli occhi commossi degli amici, nelle risate delle sue nipotine, nei racconti di chi lo conosceva bene.
Era lì, in ogni canzone, in ogni brindisi, in ogni palloncino colorato.
E in quel momento, ho capito che alcuni ricordi non stanno nelle scatole, ma nelle persone.
E che lβamore, quello vero, trova sempre un modo per farsi sentire.
E allora oggi voglio lasciarti con questo pensiero:
Non avere paura di aprire le tue scatole.
Di ridere dei vecchi tempi, di piangere per quelli che non tornano, di stringere forte chi hai ancora vicino.
PerchΓ© a volte, basta una foto o una canzone per ricordarti che i momenti piΓΉ belli non passano mai davvero.
Restano.
E ti fanno compagnia, anche a distanza di tanti anni.